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Siracusa

Costa di SiracusaSiracusa è una delle più antiche ed affascinanti città della Sicilia. La città, situata in prossimità dei monti Iblei, si affaccia sul mar Ionio e si protende in mare con l’isolotto di Ortigia. Gli approdi principali sono il piccolo golfo del Porto Piccolo e il golfo del Porto Grande. Siracusa fu uno dei più importanti centri dell’antica civiltà greca e, per secoli, nucleo di potere incontrastato in Sicilia. Nel Parco archeologico e nel tessuto urbano cittadino si conservano splendidi monumenti antichi che testimoniano come Siracusa sia stata un centro importante per le grandi civiltà susseguitesi nel corso dei secoli.

Fontana di DianaCenni storici: Siracusa, centro siculo, forse fenicio, ebbe notevole sviluppo durante il periodo greco (importante era il commercio del vino, dell’olio e di vari manufatti) e fu in grande splendore sotto Gelone. Fondata da coloni Corinzi, nel 733 a.C., nell’isola di Ortigia, crebbe in breve tempo espandendosi gradualmente nell’entroterra e si sviluppo notevolmente, anche mediante numerose colonie, nei territori circostanti. Si scontrò con i Cartaginesi (battaglia di Imera), con gli Etruschi (a Cuma), con le città sicule, capeggiate da Ducezio, e contro Atene. Raggiunse il massimo splendore con Dionigi, che la munì di fortificazioni e di arsenali. Soprattutto le mura dell’Epipoli e la fortezza dell’Eurialo sono rimaste famose. Il governo dispotico dei tiranni ed i contrasti tra il ceto popolare e quello aristocratico, provocarono vari disordini. Entrata nell’orbita della potenza romana, cominciò a decadere. Fu saccheggiata dai Romani, dai Franchi, dai Goti e conquistata da Bisanzio. Fu sede del governo imperiale sotto i Bizantini e ricadde sotto gli Arabi ed i Normanni. Federico II, per valorizzarla, vi costruì il famoso Castello Maniace. In seguito fu munita di ulteriori opere di fortificazioni da Carlo V. Indebolita dai malgoverni durante tutta l’età moderna, subì anche gravi danni e rovine a causa di terremoti. Come le altre province isolane, nel 1860 entrò a far parte del regno d’Italia. Divenne quindi zona di numerose azioni aeree durante la seconda guerra mondiale ed il suo porto subì numerose incursioni e bombardamenti. Oggi è in via di notevole sviluppo e può considerarsi la più ricca tra le province siciliane.

Zona Archeologica

Parco archeologico della Neapolis

Neapolis di SiracusaLe più significative testimonianze della civiltà greca si trovano nel Parco archeologico della Neapolis. Il parco venne istituito nel 1955 con l’intento di racchiudere nello stesso sito tutte le antichità archeologiche di Siracusa. Vicino l’entrata del parco si trova la Chiesa di San Nicolò dei Cordari.

Teatro greco

Teatro greco di SiracusaIl teatro greco di Siracusa è una delle più importanti testimonianze del mondo greco antico ed è una delle più belle tra le architetture teatrali dell’antica civiltà greca. Fu, per molti secoli, il centro della vita della comunità e il luogo in cui si svolgevano le assemblee popolari e le esibizioni teatrali.

costruzione del teatro è risalente al V secolo a.C., anche se venne rimaneggiato più volte sotto la dominazione di Ierone II nel III secolo a.C. e sotto la dominazione dei romani in epoca successiva. Venne scavato nella roccia del colle Telemite, ed è costituito da una cavea con un diametro di 138 metri, che si sviluppa su 67 ordini di gradini, di cui ne restano solo 46, divisi in nove settori verticali. In fondo alla gradinata c’è la platea a forma di semicerchio (o piano d’orchestra) dove veniva ospitato il coro e, subito dopo, la scena, della cui originaria struttura si conservano ben pochi resti. I blocchi di pietre provenienti dal teatro vennero riadoperati per la costruzione delle mura fortificate dell’isolotto di Ortigia, fatte costruire nel 1520 da Carlo V.

La cavea è divisa in due parti da un diazoma ed è sormontata da una terrazza, in cui si conservano poche tracce dell’antico portico che la circondava. Scavata, nel centro della parete che sovrasta il teatro, si trova la grotta del Museion, con all’interno un piccolo bacino rettangolare in cui affluiva l’acquedotto.
A sinistra della grotta, vicino il portico, si trovano una serie di incavi di forma rettangolari scavati lungo il muro, all’interno dei quali si conservano pareti decorate con dipinti o con rilievi votivi e altri oggetti probabilmente provenienti da vari ipogei funebri di epoca greca e bizantina.

Le Latomie

Le latomie, risalenti con ogni probabilità al V secolo a.C., occupano la vasta zona che si trova tra l’area del teatro e la zona sud del parco archeologico. Gli architetti siracusani sfruttavano le latomie come cave per l’estrazione del materiale roccioso necessario alla costruzione della Neapolis. Le gallerie vennero utilizzate per secoli anche come prigioni.

Latomia del Paradiso

La Latomia del Paradiso consta di una gigantesca cava di materiale roccioso calcareo profonda una trentina di metri in cui si trovano L’Orecchio di Dionisio e la grotta dei Cordari.

La grotta dei Cordari è davvero suggestiva grazie agli straordinari effetti naturali scenografici al suo interno, caratterizzati dai giochi di luce riflessa sulle pareti rocciose e dalle svariate specie di piante al suo interno. La grotta prende il suo nome dagli artigiani che per secoli hanno lavorato al suo interno, i cordari. Quì veniva realizzata la torcitura delle corde sfruttando l’umidità della grotta che era necessaria per ottenere dei cordami di pregiata fattura.

Latomie Intagliatella e Santa Venera

Dalla latomia del Paradiso tramite una galleria si accede alla latomia Intagliatella collegata, a sua volta, con la latomia di Santa Venera. Questa ultima è caratterizzata da una rigogliosa vegetazione che crea un’atmosfera davvero suggestiva ed affascinante. Lungo le pareti della latomia ci sono varie nicchie votive.

Latomia dei Cappuccini

La latomia dei Cappuccini, si trova in prossimità della costa vicino al museo, ed è suggestiva per la rigogliosa vegetazione e per la suggestiva forma simile ad un labirinto.

L’ Orecchio di DionisoL’Orecchio di Dionisio

L’Orecchio di Dionisio è una delle latomie più imponenti e suggestive di Siracusa.

Il suo nome deriva dalla straordinaria acustica di cui era dotata questa cavità, da cui nasce la leggenda dell’Orecchio di Dionisio. La leggenda racconta che questa ex cava di roccia venne trasformata in prigione e che il tiranno Dionisio I poteva ascoltare, da un particolare punto posto in alto, le conversazioni dei suoi prigionieri. Grazie alla conformazione acustica del luogo anche i più lievi sussurri venivano amplificati.

Ara di Ierone II

Area dello IeroneDell’ara di Ierone II rimane solo il grande basamento di forma rettangolare. L’antico altare è un imponente monumento dedicato a Zeus Liberatore, costruito da Ierone II nel III secolo a.C., per ospitare i sacrifici propiziatori in cui venivano sacrificati a Zeus fino a 400 tori al giorno.

Ad oggi si conservano solo i resti di una parte del monumento.

Anfiteatro romano

Anfiteatro romanoPasseggiando lungo un caratteristico sentiero, caratterizzato dalla presenza di numerosi sarcofaghi in pietra, si giunge all’anfiteatro romano, realizzato tra il II e III secolo d.C.

Scavato in gran parte nella roccia, è gigantesco e misura 140 per 119 metri di diametro.

Ai piedi delle gradinate della tribuna c’erano delle gallerie attraverso cui i gladiatori e le belve feroci accedevano all’arena dell’anfiteatro. Vicino l’ingresso del parco archeologico si trova la Chiesa di San Nicolò, caratterizzata da un abside e un portale laterale di epoca romana.

Sotto la chiesa è ancora visibile una cisterna di forma rettangolare, divisa in tre parti da pilastri, che serviva come riserva idrica.

La Necropoli Grotticelli

Nella zona nord ovest del parco si trova la necropoli Grotticelli. Quest’area era dedicata alla sepoltura in epoca ellenistica. Nella necropoli sono conservate molte tombe risalenti ad epoche diverse, tra esse spicca la “Tomba di Archimede”, celebre filosofo e scienziato dell’antichità, nato a Siracusa.

Il Foro siracusano

Il foro siracusano si trova dove un tempo sorgeva il centro cittadino dell’antico e popoloso quartiere di Acradina. Del foro siracusano sono oggi visibili i resti dell’antico portico.

Chiese

Chiesa di San Giovanni Evangelista

Arcidiocesi di SiracusaLa di San Giovanni Evangelista venne realizzata in epoca bizantina nell’area in cui venne sepolto San Marciano, il primo vescovo di Siracusa. La Chiesa di San Giovanni Evangelista venne rimaneggiata sia in epoca normanna e sia dopo il terremoto del 1693. La chiesa è costituita da una struttura a tre navate e di essa si conservano i resti del colonnato centrale e dell’abside.

Catacombe di San Giovanni Evangelista

Sotto alla chiesa sorge una cripta a tre absidi dedicata a San Marciano. Dalla cripta si ha accesso alle catacombe di San Giovanni Evangelista, un vasto complesso sotterraneo risalente al IV secolo d.C., che ospitava centinaia di loculi in cui, in epoca romana, venivano sepolti i cristiani. Tramite la galleria principale si accede a delle cappelle in cui si possono ammirare resti di antichi affreschi.

Santuario della Madonna delle Lacrime

Situato al centro di una parco nei pressi di piazza della Vittoria, il santuario della Madonna delle Lacrime venne eretto per ricordare il miracolo della lacrimazione di una immagine della Madonna avvenuto nel 1953. Il monumento consta di un obelisco di forma conica alto quasi 60 metri che svetta sulla città di Siracusa.

Chiesa di Santa Lucia

La Chiesa di Santa Lucia venne edificata durante il periodo bizantino e in seguito venne rimaneggiata più volte sia in epoca normanna e sia alla fine del seicento, epoca in cui venne totalmente rielaborata. Della struttura originaria, di epoca normanna, si conservano le absidi e il portale e invece il rosone è stato realizzato nel seicento. All’interno era custodito il Seppellimento di Santa Lucia, celebre dipinto del Caravaggio ora conservato a palazzo Bellomo. Tramite una scala si scende nella cappella del Sepolcro, realizzata nel seicento.

Musei

Museo archeologico regionale Paolo Orsi

testa maschile da grammichele statua votiva da grammichele Il Museo archeologico regionale Paolo Orsi si trova nel parco di Villa Landolina e venne realizzato nel 1967 per poi essere inaugurato nel 1988. Il museo venne intitolato a Paolo Orsi, grande ricercatore che ha realizzato numerosi scavi in Sicilia nel periodo che va dalla fine dell’ottocento ai primi anni del novecento. E’ il museo più grande ed importante in Sicilia e conserva numerosissimi importanti reperti antichi risalenti a diverse epoche e provenienti da vari scavi in Sicilia.

Il museo è ospitato in un moderno fabbricato ed è diviso in tre grandi sezioni:
Il Settore A in cui è esposta la storia geologica dell’area per proseguire con le zone dedicate alle culture preistoriche e sicule; nel Settore B sono conservati reperti delle antiche colonie greche statua - Museo Paolo Orsi(Naxos, Megera Hyblaea, Siracusa, etc…), tra cui spiccano la statua della Venere Landolina ( o Anadiomene), copia romana di un antica scultura greca, i fregi del Tempio di Apollo, la statua funeraria dedicata al medico Sambroditas, proveniente dagli scavi di Megera Hyblaea, testa - Museo Paolo Orsi e il busto fittile di Siracusa, risalente al IV secolo a.C., rinvenuto negli scavi di Siracusa;
nel Settore C sono esposti i reperti provenienti dalle subcolonie di Siracusa come Akrai, Kasmenai e Kamarina e dagli scavi dei centri ellenizzati dell’interno della Sicilia come Grammichele, da cui proviene la statua fittile della Dea in trono, probabilmente dedicata dalla Dea Kore, realizzata in marmo e terracotta e risalente alla fine del VI secolo a.C., Scordia, Caltagirone ed altre. Chiudono la visita del museo i reperti provenienti dagli scavi effettuati a Gela e ad Agrigento.

Museo del papiro

Il museo è dedicato alla storia della pianta del papiro ed alle varie tecniche antiche attraverso cui gli egizi estraevano la carta da questa pianta. La pianta del papiro cresce ancora sulle rive del fiume Ciane.

Area archeologica di Thapsos

Area archeologica di ThapsosNei pressi della penisola Magnisi sorge l’area archeologica di Thapsos, in cui si possono visitare i resti di un centro abitato di epoca preistorica. Thapsos, fin dal XV secolo a.C., divenne, per le popolazioni locali, un importante centro per il commercio.

Castello Eurialo

Castello EurialoIl poderoso Castello Eurialo si trova a circa 10 km da Siracusa ed è una tra i più ingegnosi edifici militari del periodo greco. Venne fatto edificare dall’imperatore Dionisio nel IV secolo a.C. a difesa della città. Attualmente si possono visitare i resti dell’area del castello.

La Riserva Naturale di Fiume Ciane e il Tempio di Giove Olimpio

Riserva naturale del fiume CianeLa riserva naturale si trova a pochi chilometri dalla città e si può raggiungere in barca risalendo il fiume Ciane fino alla fonte o in auto percorrendo la strada che porta a Palazzolo Acreide.

Il fiume Ciane che scorre in mezzo alla rigogliosa vegetazione del luogo, caratterizzata anche dalla presenza di alcune siepi di papiri, crea un ambientazione davvero suggestiva e gradevole, corroborata anche dalla presenza dei resti del Tempio di Giove Olimpio , posto su una collinetta in prossimità della fonte del fiume.

Pianta di Papiro